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Il Cristo degli Abissi

Ciao a tutti,

volevo farvi conoscere il Cristo degli Abissi, ma non solo per la storia che lo circonda per la quale esistono diversi siti internet 

http://it.wikipedia.org/wiki/Cristo_degli_abissi

http://www.hdsitalia.com/news02_pagcristo.htm

ma, e direi sopratutto, per farvi conoscere le vicende che legano questa statua alla Nostra storia !

Per cui mettetevi comodi e leggete le mie "poche" righe !! 

Il Cristo degli Abissi è un statua che rappresenta un Cristo con le braccia e il volto rivolte verso l'alto, verso la superficie, ed è sito nel Parco di Portofino nella baia antistante a San Fruttuoso . E' una statua in bronzo alta quasi 3 metri e posata su un piedistallo di rocce e cemento ad una profondità di 15 metri. Le mani del Cristo arrivano ai 12 metri...

La storia ci dice che Duilio Marcante , pioniere della subacquea moderna, vigile urbano di Genova con la passione della pesca subacquea ( http://www.fotosubclub.com/duilio_marcante.htm ) a seguito della perdita di un carissimo amico durante un immersione volle costituire un comitato per la realizzazione e la successiva posa di una statua che ricodasse i morti in mare e che potesse proteggere chi va per mare (in particolare sotto il mare !!) .

A parte i problemi nel trovare uno scultore che volesse realizzare una tale opera, il problema più grande fu trovare il metallo con cui realizzare il Cristo, era appena finita la guerra e l'Italia cercava di ricostruirsi un futuro...la richiesta pubblica di Bronzo da parte di Duilio scatenò una grande donazione ,vennero donate campane di navi, pezzi di arredo e anche le medaglie al  valore vennero date per la fusione della statua.

Il Cristo venne posato nella baia di San Fruttuoso il 22 Agosto 1954....

qui inizia la nostra piccola storia legata al Cristo degli Abissi perchè qualcuno di noi c'era....

In quella giornata estiva dove il Cristo rimase bloccato per qualche momento, a mezzo busto con le mani protese al cielo prima di essere definitivamente posato sul fondo della baia, c'era qualcuno di noi...Guido Rovtar ,nonno di Elisa, era in forza al comando dei Vigili del Fuoco di Genova, Guido era in acqua quel giorno, a lavorare, ad accompagnare quella statua così prodiga di emozioni. E' sceso con Lui, l'ha delicatamente posato sul fondo e fermamente fissato sul fondo ad eterna memoria degli eroi del mare. Negli anni a seguire i Vigili de Fuoco di Genova hanno mantenuto la statua, pulendola ed accudendola e dopo Guido anche il padre di Elisa , Piero Rovtar, ha prestato servizio come Sommozzatore dei Vigili del Fuoco ed ha provveduto alle cure dovute al Cristo.

Il Cristo degli Abissi è divenuto per i VVF di Genova punto d'immersione per gli esercizi in basso fondale, e come noi oggi andiamo a fare gli svuotamenti maschera, loro andavano ad addestrarsi in ben più ardui compiti, quando la subacquea era ancora affare per uomini duri, dove bisognava essere speciali per eslorare il Sesto Continente.

Ancora oggi parlare del Cristo degli Abissi con Guido e Piero scatena in loro emozioni fortissime, passioni mai sopite...il Cristo fa parte di loro.

E' il 1978 invece quando un paio di ragazzotti si iscrivono al Circolo SUbacquei Biella per partecipare al corso di primo grado FIPS ..

Sono Mario Banfo  e Bruno Bellato, rispettivamente i padri di Alessandro Banfo e Mauro Bellato, e fanno parte di un gruppo di appassionati di pesca subacquea.

Il corso è lungo e difficile ma la passione per il mare li spinge a superare i durissimi esami , in particolare è l'apnea che scatena in loro la voglia di esplorare.

Tutte le estati il gruppo di appassionati organizza le ferie insieme, le famiglie passano un mese nei campeggi liguri , chi in tenda, chi in roulotte.

E' il 1985 quando si organizza la visita a San Fruttuoso, si preparano cestini per il pic nic, le creme solari, gli ombrelloni con il manico rinforzato per essere "piantati" nelle spiagge ghiaiose della Liguria oltre alle immancabile attrezzatura subacquea...allora l'attrezzatura da apnea era ridotta ad una maschera, un boccaglio e ad un paio di pinne, nulla di più (oltre al fucile si intente !!) serviva per scendere nel profondo del mare !

Dopo la consueta battuta di pesca subacquea si va verso la statua, ci sono adulti e bambini...  Mario, Bruno con il fratello Piero si portano sulla verticale del Cristo e con la capovolta così tante volte ripetura nei corsi in piscina scendono verso le braccia protese del Cristo, stringono le mani della statua, volteggiano intorno al corpo, scendono fino al piedistallo ai 19 metri e con le prime  macchine anfibile automatiche scattano alcune foto..

I bambini seguono i genitori, Mauro con la sorella Cristina (figli di Bruno), Renato con la sorella Silvia (figli di Piero)  e Alessandro (figlio di Mario) ....

Di seguito i ricordi di Alessandro

"Io non so cosa hanno provato Mauro,Cristina o Renato, ma so cosa ho provato io, io che avevo poco più di 12 anni e per me il Cristo era un qualcosa di misterioso e fantastico, le braccia protese verso di me mi chiamavano ma io non riuscivo a scendere a quei 13 metri della mano...non so se era la tensione, la paura o qualcos'altro ma non riuscivo ad arrivare... tutti mi ripetevano la successione di movimenti per fare una capovolta efficace ma la profondità mi sembrava enorme.

Ero lì disteso sull'acqua cercando di rilassarmi completamente, ripensando ai miei movimenti, rallentando il mio cuore e il mio respiro, un lungo respiro è l'ultimo atto del mio tuffo, mi giro, lancio le gambe in alto ed inizia la discesa...intorno a me la luce fende l'acqua, sembra indicarmi la via..davanti a me si profila la statua, mi sembra che mi guardi, il viso è leggermente rivolto verso di me..compenso le orecchie e continuo a pinneggiare lento ed ampio per arrivare in fondo, stavolta  ci sono, sono vicino, vedo la mano, la tocco, la tengo...osservo per una frazione di secondo il Cristo, la sua faccia, la sua posa...dopo un attimo i miei polmoni reclamano aria e lascio la mano del Cristo, risalgo volgendo lo sguardo verso il cielo, verso la luce. Appena esco mio padre mi fa i complimenti, sorrido e re-immergo il viso a guardare giù..la in fondo c'è qualcosa di speciale...

Alessandro"

Di seguito l'intervista concessaci in esclusiva da Mauro

"Bè le emozioni che ricordo ben chiare sono relative alla voglia di riuscire in quell'impresa che ci vedeva tutti coinvolti, ricordo bene la ventilazione e la concentrazione prima del tentativo e gli occhi di tutti puntati su di me.., se ricordi bene abbiamo fatto il tentativo uno per volta, ricordo che al primo tentativo sono arrivato alla mano e nel toccarla una sensazione quasi di timore, d'un esperienza mai provata prima..., tutti l'abbiamo fatto, poi ricordo che ci siamo dati come nuovo obbiettivo il riuscire ad arrivare al piedistallo.., quello vecchio naturalemnte un poco più profondo dell'attuale, questa volta tuo padre era la sotto con le bombole ad aspettarci, il primo è stato Renato e ce l'ha fatta, le ragazze ci hanno provato e sono arrivate ancora una volta alla mano..poi toccava a me, certo non volevo e non "potevo" essere da meno, la ventilazione non è stata certo da manuale, ma allora l'iperventilazione non era ancora considerata così pericolosa..., partii per l'immersione e pinneggiando con fin troppa energia arrivai alla mano con già una forte voglia d'aria..., ma niente... la sotto ci dovevo arrivare..!!., ancora uno sforzo ed eccomi al piedistallo con al mio fianco una figura scura a controllarmi, all'uscita dissi..me lo ricordo bene, che mi era sembrato di vedere un prete.., ma no... era Mario che prete non era ma in quell'occasione non è azzardato definire "angelo custode.."

Mauro"

 Lo staff del Circolo Subacquei Biella

 

 

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